Punture

Barcode

8th January 2009

Barcode

 Sarà che nel boicottaggio credo ancora…
Quando andate al supermercato, nei negozi, nei mercati controllate la provenienza dei prodotti che acquistate.

Se il codice a barre riporta il numero 729 non comprateli.
Cominciamo a togliere qualche arma a chi ne sgancia a tonnellate sulla popolazione palestinese.

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18th November 2008

¡Hay que salir a la calle, chicas! :)

Corteo di donne autorganizzato
ROMA, 22 NOVEMBRE 2008

P.zza della Repubblica, ore 14.00

INDECOROSE E LIBERE!

La violenza maschile è la prima causa di morte e di invalidità permanente delle donne in Italia come nel resto del mondo. La violenza fa parte delle nostre vite quotidiane e si esprime attraverso la negazione dei nostri diritti, la violazione dei nostri corpi, il silenzio.

Un anno fa siamo scese in piazza in 150.000 donne, femministe e lesbiche per dire NO alla VIOLENZA MASCHILE e ai tentativi di strumentalizzare la violenza sulle donne, da parte di governi e partiti, per legittimare politiche securitarie e repressive e torneremo in piazza anche quest’anno perché i governi cambiano ma le politiche restano uguali e, al giorno d’oggi, peggiorano.

In un anno gli attacchi alla nostra libertà e autodeterminazione sono aumentati esponenzialmente, mettendo in luce la deriva autoritaria,sessista, e razzista del nostro paese. Ricordiamo il blitz della polizia al policlinico di Napoli per il presunto aborto illegale, le aggressioni contro lesbiche, omosessuali e trans,contro immigrate/i e cittadine/i di seconda generazione. Violenza legittimata e incoraggiata da governi e sindaci-sceriffi che vogliono imporre modelli di comportamento normalizzati in nome del “decoro” e della “dignità” impedendoci di scegliere liberamente come condurre le nostre vite.

La violenza maschile ha molte facce, e una di queste è quella istituzionale: vorrebbero risolvere la crisi economica e culturale che stiamo vivendo smantellando lo stato sociale. Per salvare le banche, rifinanziare le missioni militari all’estero e militarizzare le nostre città tagliano i fondi ai centri antiviolenza, ai consultori e a tutti i servizi che garantiscono alle donne libertà, salute e indipendenza.

Con la legge 133 tagliano i fondi alla scuola e all’università pubblica per consegnare l’istruzione nelle mani dei privati determinando la fine del diritto ad una istruzione gratuita e libera per tutte/i.

Con il decreto Gelmini, migliaia di insegnanti, maestre precarie, perdono il posto di lavoro, e viene meno un sistema educativo - il tempo pieno - che sostiene le donne, consentendo loro una maggiore libertà di movimento e autonomia.

L’obiettivo delle riforme del lavoro, della sanità, della scuola e dell’università è di renderci sempre più precarie e meno garantite:mogli e madri “rispettabili” rinchiuse nelle case, economicamente dipendenti da un uomo, che lavorano gratuitamente per badare ad anziani e bambini.

Non pagheremo noi la vostra crisi!

Vogliamo reagire alla violenza fisica, psicologica, economica, normativa, sociale e religiosa agita verso di noi, in famiglia e fuori, “solo” perché siamo donne.Vogliamo dire basta al femminicidio.

SABATO 22 NOVEMBRE

SAREMO DI NUOVO IN PIAZZA COME FEMMINISTE E LESBICHE

PER RIBADIRE

con la stessa forza, radicalità e autonomia che la VIOLENZA MASCHILE non ha classe né confini, NASCE IN FAMIGLIA, all’interno delle mura domestiche, e NON È UN PROBLEMA DI ORDINE PUBBLICO MA E’ UN PROBLEMA DI ORDINE CULTURALE E POLITICO!

E AFFERMARE CHE

al disegno di legge Carfagna, che criminalizza le prostitute e impone regole di condotta per tutte, che ci vuole dividere in buone e cattive, in sante e puttane, in vittime e colpevoli, noi rispondiamo che SIAMO TUTTE INDECOROSAMENTE LIBERE!

al decreto Gelmini che ci confeziona una scuola autoritaria e razzista, noi rispondiamo che VOGLIAMO TUTTE 5 IN CONDOTTA!

ai pacchetti sicurezza e alle norme xenofobe che ci vogliono distinguere in cittadine/i con e senza diritti, rispondiamo che SIAMO TUTTE CITTADINE DEL MONDO E ANDIAMO DOVE CI PARE!

Sommosse – Rete Nazionale di femministe e lesbiche
per adesioni: sommosse_roma@inventati.org

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11th October 2008

Riposto ammirata

Riposto questo geniale commento sulla morte di Haider. Insomma, la vendetta della thuya su joerg e il suo albero di Natale di vaticana memoria…

quoting:
ci sono alcune importanti notizie che dovete metabolizzare.

la prima è che l’anarcociclismo colpisce quando meno ve l’aspettate -
come questa notte, durante la quale è riuscito a mettere a segno uno dei
colpi cruciali dell’eterna lotta antifascista: l’assassinio di haider.
il bastardo si è schiantato all’una e quaranta con la sua auto, morendo
sul colpo[1].

la seconda è che l’omeopatia funziona: haider non si è schiantato a
caso, come vi diranno i giornali.

non si tratta di mera sfortuna per il bravo nazista, ma di una vera e
propria azione, come testimonia la pianta contro cui haider si è
schiantato (prima di avvedersi del pilastro di cemento armato di cui ha
conseguentemente fatto la conoscenza). trattasi di abbondante siepe di
thuya[2], una sempreverde del nordamerica/canada, diffusa ormai molto
anche in europa nelle regioni a clima freddo/temperato. la pianta, in
particolare, ha il potere di sollevare chi ne fa uso dall’affanno di
“depressioni reattive, idee fisse, piccole idee ossessive centrate sul
rimurginare le preoccupazioni quotidiane”[3]. prima di utilizzare questa
siepe il soggetto ha normalmente la sensazione “di essere sempre seguito
da qualcuno, impressione che la testa sia separata dal corpo”. vere e
proprie “allucinazioni da sdoppiamento” cui è possibile porre rimedio
con la natura.

certo, la natura va aiutata e assecondata. e oggi ci ha liberato di uno
stronzo.

saluti e baci dalla Terra.

[1] http://tinyurl.com/4l4xjl
[2] http://tinyurl.com/42wk38
[3] http://tinyurl.com/544kaq

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7th July 2008

Turiattivismo

Da una cronaca sul G8 in Giappone:
“(…) A chiuedere il corteo, invece, lo spezzone anarchico composto soprattutto da attivisti internazionali. Tra questi anche una decina di stranieri vestiti di nero. E’ in questa parte del corteo che la polizia ha effettuato gli arresti, salendo sul furgoncino dal quale veniva diffusa musica punk. (…)”.
Premetto che anch’io, in gioventù, sono andata fino a Praga per dire la mia ai signori che si incontravano come FMI-BM, anche perché sembrava che un supporto paneuropeo fosse necessario e gradito a un movimento giovane e scarno in Repubblica Ceca. Oggi mi domando, però, che senso abbia impiegare tanto tempo, energie e soldi per andare dall’Europa (perché è da lì che arriva la gran parte degli “attivisti internazionali”) fino in Giappone per dire “Buh” ai potenti della terra. Insomma, gia’ all’epoca si diceva “Think globally, act locally”….
Mi domando seriamente cosa facciano sul proprio territorio i turiattivisti che tanto si prodigano per protestare contro i cattivi della terra. Mi domando anche dove li prendano i soldi per arrivare fino in Giappone. Mi domando se non sarebbe meglio spendere quei soldi per creare qualcosa “a casa propria”, o per finanziare qualche progetto autonomo da un’altra parte del mondo (senza dover per forza andarci), o anche solo per sostentare la propria famiglia (intesa in senso ampio e flessibile, per carità…).
Già, sarò diventata vecchia e borghese…

ps: “a chiuedere” non è un mio errore di trascrizione. del sedicente professionismo giornalistico e della cura riscontrata negli ultimi tempi nell’informazione, del resto, abbiamo già parlato…

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19th June 2008

Mercoledi’, non troppo tardi, San Lorenzo

Esco dalla radio che saranno le 23:00. San Lorenzo e’ gonfia di gente, studenti soprattutto. Quelli cui ho sempre invidiato la capacita’ di svegliarsi all’ora di pranzo e riuscire comunque a studiare, con quelle quattro ore giornaliere per tre settimane per passare un esame. Esco, dalla radio, dicevo. Meno studenti in giro, in quel punto del quartiere, almeno ieri sera. Una caccoletta di si’ e no dieci anni, mentre il padre finge di chiacchierare con due ambulanti del Bangladesh o giu’ di li’, tenta di sfilare il portafogli, divertito e niente affatto per scherzo, a uno dei due. Mi scappa un “Oh!” e il furto fallisce, con conseguente figura di merda. Se fosse stato uno scherzo ci sarebbero state battute, pacche sulle spalle, non so…Invece il padre mi guarda in maniera losca per memorizzare la mia faccia e dopo un po’ il ragazzino si avvicina e mi fa “Aho’, ma che vvoi’?” e io, tirando fuori il mio migliore romanaccio “Ma cchi te conosce?”. Fine della storia, la risposta era tra quelle accettabili inel codice di comportamento del moccioso. Non vi dico cosa sarebbe successo a Napoli, ma io ho sempre piu’ forte la sensazione che Roma non sia altro che Napoli in versione light.

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6th March 2008

Settimana intensa

Ogni tanto non scrivo solo delle mie cazzate, ma mi ricordo almeno di segnalare cose riguardanti le meschine sorti e regressive del mondo in cui vivo. Riguardanti o spesso contrastanti e/o denuncianti, come in questo caso. Settimana intensa, tra lavoro, corsi, radio, un presidio dopo i terribili fatti di Gaza, e la manifestazione di venerdi’ prossimo, “per l’otto marzo”. Io avrei dato, di li’ a poco, il mio primo bacio, quando Maria Carla Cammarata fu stuprata in Piazza Navona, il 7 Marzo del 1988. Per questo, nella mia citta’, la manifestazione si terra’ venerdi’ e non sabato. La storia di Marinella (come chiamavano MCC) a Roma la conoscono bene, solo che qualcuno fa finta di non ricordarla, e ci sono tante versioni di quel terribile episodio e degli eventi che ne conseguirono. Io so solo una cosa: io a un amico, se stuprasse, non riuscirei a dare alcun tipo di sostegno. Non potrebbe piu’ essere mio amico. In particolare, se fossi un “personaggio” pubblico non avrei remore a prenderne le distanze pubblicamente. Ma allora qualcun altro (maschio) l’ha pensata diversamente. E oggi fa il musicista famoso anche nelle scene “di movimento” internazionali, eroe dell’antifascismo nostrano. In ogni caso, venerdi’ tutte in strada.

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