Punture

Terra fredda

22nd October 2008

Terra fredda

Quando sei ragazzin* nemmeno sai cosa vogliono dire tante cose di cui hanno scritto i “grandi” (sia per età, che per importanza culturale). Forse puoi fartene una vaghissima idea. Poi certe esperienze le vivi, o le vivono quell* che conosci. Come la perdita di un figlio. E allora, mentre hai il cuore gonfio di tristezza per chi sta passando un momento pressoché imprevedibile, inimmaginabile, ti tornano in mente strofe che solo ora acquistano un significato pieno, reale. Inutile dire che sarebbe stato meglio conservare quella distanza tra vissuto e studiato. Per tragica coincidenza, questo bimbo portava lo stesso nome di quell’altro bimbo di memoria letteraria. Dedicato a Dante, e ai suoi genitori. 

L’albero a cui tendevi 
La pargoletta mano, 
Il verde melograno 
Da’ bei vermigli fiori
Nel muto orto solingo
Rinverdì tutto or ora,
E giugno lo ristora
Di luce e di calor. 
Tu fior de la mia pianta
Percossa e inaridita,
Tu de l’inutil vita
Estremo unico fior, 
Sei ne la terra fredda,
Sei ne la terra negra; 
Né il sol piú ti rallegra 
Né ti risveglia amor.

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