Je ne suis pas une coquette
Mi spiace, ma a casa i miagolii li fa solo la gatta. Di fronte a questo dilagare di coquetterie, o, come direbbe la mia coabitante, di “fregne mosce”, anche fra le compagne, con relativi anni di femminismo buttati al cesso, mi viene da ribadire ancora una volta che io no, a fare l’ochetta non ci riesco proprio. Non critico chi apprezza l’aspetto ludico dell’apparire, soprattutto chi lo fa con ironia o autoironia, ma io vedo tante che, invece, si prendono molto sul serio, e che per quanto facciano quelle di sinistra, in fondo non sono tanto diverse dalla carfagna, se non nella statura. ecco, questa sono io. prendere o lasciare. questo e’ lo sguardo che ho nelle mie prime foto d’infanzia. incazzata con il mondo? in fondo no. ci vedo piu’ una nota di rancore, o tutt’al piu’ di avviso: “fammi male e ti rendero’ pan per focaccia”. infantile? probabilmente si’, altrimenti non avrei conservato quello sguardo. almeno lo so. questa sono io. niente cosce in bella mostra. ne’ ora, ne’ quando erano ritenute “perfette” secondo i canoni dominanti. niente sguardi accattivanti. quelli li riservo all’intimita’. che e’ una cosa preziosa e non si svendono le cose che contiene. je ne suis pas une coquette.
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