Turiattivismo
posted in Just mosquito bytes, Per strada |Da una cronaca sul G8 in Giappone:
“(…) A chiuedere il corteo, invece, lo spezzone anarchico composto soprattutto da attivisti internazionali. Tra questi anche una decina di stranieri vestiti di nero. E’ in questa parte del corteo che la polizia ha effettuato gli arresti, salendo sul furgoncino dal quale veniva diffusa musica punk. (…)”.
Premetto che anch’io, in gioventù, sono andata fino a Praga per dire la mia ai signori che si incontravano come FMI-BM, anche perché sembrava che un supporto paneuropeo fosse necessario e gradito a un movimento giovane e scarno in Repubblica Ceca. Oggi mi domando, però, che senso abbia impiegare tanto tempo, energie e soldi per andare dall’Europa (perché è da lì che arriva la gran parte degli “attivisti internazionali”) fino in Giappone per dire “Buh” ai potenti della terra. Insomma, gia’ all’epoca si diceva “Think globally, act locally”….
Mi domando seriamente cosa facciano sul proprio territorio i turiattivisti che tanto si prodigano per protestare contro i cattivi della terra. Mi domando anche dove li prendano i soldi per arrivare fino in Giappone. Mi domando se non sarebbe meglio spendere quei soldi per creare qualcosa “a casa propria”, o per finanziare qualche progetto autonomo da un’altra parte del mondo (senza dover per forza andarci), o anche solo per sostentare la propria famiglia (intesa in senso ampio e flessibile, per carità…).
Già, sarò diventata vecchia e borghese…
ps: “a chiuedere” non è un mio errore di trascrizione. del sedicente professionismo giornalistico e della cura riscontrata negli ultimi tempi nell’informazione, del resto, abbiamo già parlato…
Tags: Attivismo
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