Al consultorio
posted in Amenita' del Bel Paese |Sara’ che ho beccato una ginecologa non giovanissima (gia’ l’altra presente sembrava piu’ alla mano e radicata nel mondo reale), ma oggi al consultorio e’ stato proprio strano. Afferisco alla ASL che ha deciso di fare un accordo con l’ospedale Pertini perche’ si potesse garantire la prescrizione gratuita della pillola del giorno dopo anche li’ (specie nel fine settimana, quando il consultorio e’ chiuso), seppur nel reparto IVG (sic), ma la stessa ASL ha un edificio, nel quale mi sono recata oggi, che porta ancora l’insegna “Opera Nazionale Maternita’ e Infanzia” (…) e che, naturalmente, sullo stesso piano del consultorio ha un asilo comunale (…). La dottoressa mi tratta in modo garbato, ma come se avesse a che fare con una che un medico non l’aveva mai visto; io, sorridente, annuisco, e faccio capire che ok, sono le domande e le informazioni di rito, ma puo’ stare serena: alla tenera eta’ di 32 anni e con una discreta formazione culturale, forse le cosette che riguardano salute e prevenzione ginecologica le ho imparate. Ma non ne e’ convinta, secondo me. Mi chiede se prendo la pillola e io faccio “no”. “E che metodo usate: si allontana?”. Ci ho messo mezzo secondo per capire cosa intendesse (insomma il giornalino “cioe’” mi fece scoprire la parola “coito interrotto” prima ancora che fossi fertile) e poi le faccio “E che, ho 15 anni? No, uso il profilattico!”. “Ah, bene, e’ un bene quando la coppia *accetta* il profilattico”. Comincio seriamente a domandarmi se il resto del mondo e’ ignorante ed irresponsabile o se questa mi avesse presa per una sbandata. Senza tenere conto del fatto che in generale la signora dava per scontato che fossi etero (e quindi usassi qualche metodo contraccettivo), nonche’ che fossi parte di una coppia (fissa). Mi sorprende quando dopo aver usato la parola “suo marito”, sfoggia tanta modernita’ considerando l’alternativa “il suo compagno”. Mi spiega, ancora una volta, come se fossi un’imbecille, cosa fare per pap test ed altro, mentre noto che sia lei che la collega insistono sull’eventualita’ che io “procrei” a breve (si vede che l’espressione “procreare” sembra piu’ nobile ed alta di “avere un figlio”, “iniziare una gravidanza”, o altri di uso un po’ meno biblico). Anzi, la prima cosa che mi era stata chiesta era se ero incinta (giusto per far diventare la gravidanza un leitmotiv del nostro incontro). Ma che e’, le nuove direttive del governo nazionalpopulista sono gia’ partite? Italiane, riproducetevi! Tutto questo con i bambini dell’asilo che frignano accanto. Avere un figlio, dal punto di vista individuale, e’ una delle cose che desidero di piu’ in questi ultimi anni, pero’ questo non mi toglie la lucidita’ per pensare che qualcosa nell’approccio che ho visto non andava, che era in qualche forma irrispettoso delle possibilita’ di scelta nella sessualita’ e c’era una nemmeno troppo sottile “promozione della maternita’”.
posted on May 13th, 2008 at 13:44